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Sono troppo vecchio per andare in moto?

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Sono troppo vecchio per andare in moto

Sono troppo vecchio per andare in moto? Ti sei posto questa domanda? Non preoccuparti! Nessun motociclista al mondo non si è mai posto domande difficili come queste. Anche se le domande sembrano difficili, le risposte non lo sono! In questa guida ci occuperemo di questioni importanti riguardanti il fattore età quando si tratta di andare in moto. Queste domande hanno offuscato la mente di molti motociclisti quando hanno raggiunto una certa età.

Fino a che etá posso andare in moto?

Ad essere onesti, non esiste un’età specifica per ritirarsi dalla guida di una moto. Ci sono persone di 70, 80 e persino 90 anni che guidano senza problemi. L’unica differenza è che non guidano per competere, ma solo per divertirsi e andare dal punto A al punto B. L’unica cosa che probabilmente può impedire a qualcuno di andare in moto in età avanzata è la presenza di qualche disabilità fisica. Ci sono comuqnue anche motociclisti con disabilitá fisiche che non si lasciano togliere I giri in moto, dato che le moto non richiedono un grande sforzo da parte del corpo se si mantiene un´andatura tranquilla.

Tuttavia, è consigliabile cercare la sicurezza prima del divertimento. Consulta un medico se hai problemi fisici o di cognizione, che possano impedirti di guidare una moto in sicurezza.

Esiste una gamma di moto diversa per motociclisti piú avanti con l´etá?

Sì. Se sei un motociclista e lo sei da tempo, saprai che esiste una moto per tutti. Non esiste e non esisterà mai una moto uguale per tutti. La gestione del peso, i comandi e l’equilibrio di ogni moto sono pensati e sviluppati per un certo tipo di motociclista. Che si tratti di una donna, di un uomo, di un motociclista alle prime armi, di un principiante, di un esperto, o di una persona in etá un pó piú avanzata, esiste un tipo di moto diverso per ogni tipo di motociclista.

Gli adulti, e in particolare quelli di età superiore ai 60 anni, spesso non hanno la “necessitá” di andare veloci. Probabilmente hanno vissuto nei loro anni piú giovani anni le avventure in sella che desideravano e se sono ancora in sella a questa età, è meglio sedersi, premere l’acceleratore ma non così forte e godersi la dolce brezza che colpisce il viso. Ci possono essere problemi fisici e mentali che possono ostacolare il senso di controllo della moto. Ecco perché alcune moto sono più adatte a loro rispetto alla maggior parte delle moto, perché piú facili da controllare. Queste moto sono leggere, facili da bilanciare e controllare e i comandi non sono così complicati da garantire una guida sicura e semplice per i motociclisti più anziani. E´consigliabile inoltre per questi motociclisti scegliere moto di bassa o al massimo media cilindrata o con un baricentro basso.

Alcune moto consigliabili per i motociclisti in etá piú avanzata sono ad esempio:

  • Honda CBF600
  • Suzuki SV650
  • Kawasaki Versys 650 LT
  • Yamaha Tracer 900 GT
  • BMW F650 o F800

Quali sono i pericoli della guida di una moto in età avanzata?

Qui vale il buon senso! Le persone in età avanzata sono più soggette a incidenti e, nel caso in cui ne subiscano uno, impiegheranno un tempo relativamente più lungo rispetto a un motociclista più giovane per riprendersi. Questo perché le persone sopra i 60 anni hanno ossa più deboli, solitamente una vista piú scarsa e reazioni piú lente. Quindi, anche se è vero che ci sono diversi pericoli legati all’età e alla guida di una moto, non significa che non dovresti farlo. Esistono diversi tipi di adulti. Alcuni sono più in gamba di altri per quanto riguarda la vista, la forza e la resistenza. Alla fine della giornata, dipende da come ti senti e da quanto sei sicuro durante la guida della moto.

Un motociclista anziano può gareggiare o guidare una moto su tutti i tipi di terreni?

Puoi partecipare a una gara a qualsiasi età ma solo se hai una buona dose di esperienza alle spalle. Se non hai esperienza di corse o di guida di moto e vuoi comunque partecipare, puoi scegliere una gara con un limite di velocità. Il motivo per cui ti diciamo di non partecipare a una gara vera e propria se non hai esperienza è che dovrai andare veloce e questo non è assolutamente consigliato in etá avanzata, soprattutto se alle prime armi. Infine, prima di affrontare qualsiasi gara o corsa, devi indossare un equipaggiamento di sicurezza completo.

In generale: Un motociclista in età avanzata dovrebbe fare piú attenzione al tipo di terreno o strada che puó incontrare durante i suoi tour. Impegnative strade di montagna, magari con tratti inenvati o ghiacciati, e strade sterrate dovrebbero essere evitate. Come già detto, i motociclisti in ettá piú avanzata non hanno i riflessi di un trentenne e un piccolo errore o semplicemnte una perdita di equilibrio puó portare a gravi lesioni.

Quanto é importante la sicurezza per gli i motociclisti piú anziani e come guidare in sicurezza?

Le domande e le risposte di cui sopra hanno coperto alcuni aspetti della sicurezza che un motociclista in etá piú avanzata dovrebbe seguire. Se anche tu sei in etá piú avanzata e vuoi ancora andare in moto, non c’è nulla di male. Tuttavia, ti consigliamo di procurarti un’abbigliamento tecnico di sicurezza di alta qualità da indossare sempre durante la guida. Vale la pena sottolineare che dovresti scegliere solo l’abbigliamento tecnico che ti permette di avere la flessibilità necessaria a controllare la tua moto in ogni momento.

Fare un corso di sicurezza ti sarà di grande aiuto perché potrà eliminare qualsiasi errore comune che potresti commettere.

Sono troppo vecchio per andare una moto?

Per rispondere alla domanda principale, nessuna persona è troppo vecchia per andare in moto, a patto che sia sicura nella guida. Inoltre, se stai seguendo tutte le regole “classiche” per guidare in sicurezza, non c’è bisogno di appendere gli stivali da moto al chiodo! Assicurati di guidare solo su strada asfaltate e pulite e investi un po’ di tempo nell’esercizio fisico per mantenerti in forma e pronto per un giro in moto in qualsiasi momento.

Se non ti senti sicuro nell´esplorare strade nuove e sconosciute, è molto utile pianificare prima il percorso. L’app Motobit può aiutarti a scoprire se ci sono curve o punti impegnativi lungo il percorso.

Per avere il miglior supporto possibile, Sentinel ti informerà se c’è un pericolo stradale sul percorso davanti a te. Assicurati quindi di avere sempre abilitato sia l’assistente di curva che la funzione di aviso dei pericoli nell’app Motobit, in modo da essere avvisato tramite Sentinel o l´interfono in caso di situazioni che richiedono la massima concetrazione.

Ultimo consiglio ma non meno importante: usa una moto adatta a te e al tuo stile di guida e potrai goderti il tuo hobby anche in età avanzata!

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Airbag per moto: solo aria calda?

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Sebbene esistano numerosi articoli che mirano ad aiutarti a trovare l’abbigliamento tecnico con airbag integrato che si adatti a tutte le tue esigenze e soddisfi le tue aspettative, in questo articolo vogliamo usare un approccio diverso e cioè far luce sulla storia e sul processo di sviluppo che ha portato a ciò che oggi possiamo trovare in tutte le diverse soluzioni offerte da un’ampia gamma di produttori.

Produttori come Held, Ixon, Dainese, Alpinestars, Furygan, Klim, RST ed Helite stanno facendo un ottimo lavoro nel proteggere i motociclisti di tutto il mondo con diversi stili di guida. In generale, gli airbag sono stati riconosciuti come il più grande “salvavita” dopo l’invenzione della cintura di sicurezza e ora stanno lentamente arrivando anche sulle moto e sui motociclisti.

C'era una volta...

L’idea generale di un dispositivo in grado di ridurre la gravità di un infortunio o la probabilità di subire un infortunio mortale risale agli inizi del 1950. Nel 1953, John HETRICK ricevette un brevetto statunitense per un “cuscino di sicurezza per veicoli automobilistici”. Nello stesso periodo, Walter LINDERER ricevette un brevetto tedesco per un dispositivo simile, paragonabile a quello che oggi viene chiamato airbag. Tuttavia, i progetti degli airbag di HETRICK e LINDERER mancavano entrambi di un componente importante e critico: i sensori in grado di rilevare gli incidenti e di attivare l´airbag. Un ostacolo tecnico che all’epoca era difficile da superare.

Mentre l’airbag è ampiamente implementato nelle auto per vari motivi, come i volumi di produzione molto più elevati, le migliori condizioni di collocazione in termini di spazio e, soprattutto, le normative vigenti in materia di sicurezza, la tecnologia degli airbag ha avuto un inizio piuttosto difficile quando si è trattato di renderla adatta per le moto.

Gli inizi..

Si potrebbe essere sorpresi dal fatto che gli airbag per moto siano stati testati in modo piuttosto approfondito nel Regno Unito già a metà degli anni Settanta. Tuttavia, ci sono voluti circa 35 anni prima che la prima moto ricevesse effettivamente un’unità airbag, e si trattava della Honda Goldwing del 2006. La questione è ancora molto dibattuta e ci sono molti problemi da considerare integrare un´airbag nella moto. Per gli ingegneri Honda è stato probabilmente un compito piuttosto facile inserire un airbag in una Goldwing con molto spazio a disposizione, ma che dire di una superbike? Certo, è una buona idea ridurre l’energia di collisione (primaria) per il pilota, ma cosa succede quando il pilota si stacca dalla moto?

Col tempo è diventato sempre più evidente che sarebbe stato più efficace montare l’elemento di gonfiaggio vero e proprio, l’airbag stesso, il più vicino possibile al pilota. Per questo motivo, l’industria ha avuto l’idea di posizionarli all’interno dell’abbigliamento di sicurezza, in modo da fornire un ulteriore livello di protezione in caso di incidente.

Trovare il punto più adatto per l’installazione delle camere airbag gonfiabili non è stato così difficile, dal momento che molti dati relativi agli incidenti hanno fornito nel tempo informazioni esaurienti su quali sono le zone del corpo cn lesioni gravi in caso di caduta o di urto contro un ostacolo. Poiché la testa del motociclista è una delle parti del corpo più a rischio in caso di incidente, un elemento gonfiabile montato sulle spalle é stata una scelta ovvia.

Qual´è stato il principale fattore di sviluppo?

La missione è chiara, ma qual è l’anello mancante che ha davvero dato il via allo sviluppo e alla crescente popolarità dei numerosi prodotti e sistemi tra cui è possibile scegliere oggi? Forse avrete già indovinato da dove è partito tutto, e cioè… dalla moto GP.

Come tutti sappiamo, le gare  nei campionati professionali motociclistici sono veloci e brutali. E chi va veloce deve avere reazioni fulminee. Possedere questa qualità è vitale e fondamentale per un motociclista professionista. È comprensibile che sia importante avere un sistema che sia in grado di seguire la velocità dei movimenti del pilota per consentire il massimo livello di protezione.

Cosa succede durante l´attivazione dell´airbag?

Quindi, torniamo a ciò che accade effettivamente quando succede un incidente: durante la fase di gonfiaggio, l’airbag per le spalle mira a limitare il movimento della testa del motociclista sia lateralmente che all’indietro, contribuendo a ridurre le lesioni al collo.

È poi fondamentale proteggere la schiena e le costole: mentre la rottura della colonna vertebrale non ha bisogno di ulteriori dettagli per capire quanto possa essere grave per qualsiasi essere umano, molti motociclisti spesso trascurano la gravitá di essere colpiti duramente alle costole. A parte il dolore davvero terribile delle costole rotte o delle lesioni alle rispettive aree muscolari del torso, le costole fratturate possono penetrare nei polmoni e persino nel cuore in caso di incidente violento. La necessitá di limitare i danni alle costole e alla parte laterale del corpo del motociclista ha guidata la definizione della seconda zona del corpo da proteggere con gli airbag.

Fin qui tutto bene, si potrebbe dire; avere il motociclista ben “ammortizzato” tra gli airbag gonfiati sembra un vero e proprio salvavita. Ma chi decide quando una situazione è così critica da richiedere il gonfiaggio di un airbag e quando? Ci sono alcuni modi per farlo.

Ma... chi attiva l´ airbag?

Con le giacche o gilet con  airbag integrato, ci sono diverse opzioni di attivazione da considerare. A seconda del sistema, è il pilota stesso o un processo automatico ad attivare l´airbag.

Il sistema di attivazione più comune consiste nel connettere con un cavo una cartuccia di CO2 all’interno del sistema airbag del pilota alla moto stessa, in modo che quando il pilota si separa dalla moto e la forza di trazione supera una certa soglia, la bombola di gas si apra e l’airbag si gonfi. Questo metodo di attivazione può sembrare non ottimale, perché il fatto che il pilota stia già “volando” verso l’ostacolo mentre è ancora agganciato al sistema potrebbe non portare a un effetto di sicurezza elevato.

Un altro principio di attivazione è quello del tethering, ovvero la presenza di due sensori che funzionano secondo il principio di prossimità e che, se vengono separati, interrompono la connessione tra loro e innescano il gonfiaggio dell´airbag. Oltre  al fatto di dover montare i sensori e l’unità di elaborazione centrale (CPU) nella moto, oltre che nell´abbigliamento tecnico, il metodo di innesco tramite tethering presenta uno svantaggio significativo: in molti incidenti il motociclista non si separa troppo dalla moto, dando valori dei sensori durante l’evento di caduta che non innescano il sistema. Purtroppo la ricerca della distanza ottimale di attivazione  non é semplice e lascia sempre aperti casi di non innesco.

Da ultimo, il sistema di attivazione multisensore è il sistema definitivo e rappresenta la tecnologia di rilevamento delle collisioni più completa finora disponibile. Indovinate un po’: questa tecnologia ha origine nelle corse, perché il prezzo del sistema (e del suo sviluppo) è di secondaria importanza, ma le prestazioni, che significano un alto livello di protezione, sì. I rinomati produttori di abbigliamento da moto Alpinestars e Dainese stanno guidando la ricerca in questo campo, mostrando finora risultati molto promettenti.

La tecnologia si fa seria

Il metodo di attivazione multisensore è piuttosto complesso e comporta la necessità di elaborare velocemente molti dati ricevuti da numerosi sensori. Con unità di rilevamento posizionate sia sulla moto che sul pilota, un’unità di elaborazione dedicata analizza tutti i flussi di dati e filtra le informazioni, cercando di determinare in tempo reale se la moto sta per scivolare fuori controllo o se è solo una fase di piega elevata. Si potrebbe un pó paragonarla all´esempio dell’ABS che abbiamo pubblicato qualche tempo fa, dove la velocità di rotazione della ruota considerata viene sempre confrontata con un valore di riferimento per determinare se la ruota è bloccata o sta rotolando liberamente.

Vengono inoltre utilizzati schemi di rilevamento multipli per identificare se le oscillazioni sono il risultato di un’oscillazione superiore alle capacità del pilota per mantenere un ulteriore controllo sulla moto o se sono semplicemente causate dalla guida a 300 km/h su una parte più accidentata della pista. Vengono presi in considerazione molti altri fattori, come le forze gravitazionali, la postura del pilota e l’orientamento del corpo. Il sistema proprietario di Alpinestars è dotato anche di una funzione di sgonfiaggio e di due bombole di azoto, che consentono agli airbag di aprirsi due volte, se necessario. Questo sistema è ampiamente utilizzato e all’avanguardia nelle gare di MotoGP e prevede circa 7 sensori e una routine di decisione di attivazione a 5 livelli che richiede solo 8 millisecondi per attivarsi.

Questo é il più avanzato sistema di airbag per piloti, ma con un prezzo ancora sconosciuto e progettato per adattarsi alla gobba aerodinamica delle tute in pelle da corsa. Ora pensa nuovamente al tuo ABS che considera solo alcuni parametri. La teccnologia di attivazione di un airbag per moto é davvero impressionante, non credi? Chissà, forse un giorno questa tecnologia potrà essere trasposta in prodotti di massa che potranno essere acquistati a un prezzo accessibile a tutti.

Allora... cosa ci aspetta in futuro?

Lo sviluppo degli airbag per moto è stato davvero lungo e c’è ancora molta ricerca da fare, ma nuove idee seguiranno sicuramente. Considerando i progressi compiuti nel campo dell’informatica mobile e le prestazioni in costante aumento nel campo dei dispositivi integrati in generale, sembra che la potenza di elaborazione della CPU sia uno degli elementi chiave quando si tratta di competere con la velocità di un motociclista e con una vasta quantità di dati.

Qualcuno potrebbe anche dire che la cara vecchia moto sta diventando troppo digitale, proprio come le auto, e che si sta allontanando sempre più dalla forma “grezza” di trasporto e da tutta la sua purezza con cui è nata, ma le moderne sfide del traffico o addirittura delle corse e i pericoli associati hanno bisogno di soluzioni come l´airbag per permettere uscite (o gare) sempre piú sicure.

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Tutto sull’ ABS

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Chi non conosce queste 3 lettere - ABS.

Un sistema che da tempo fa parte dell’equipaggiamento di base nel settore automobilistico è presente ormai da qualche anno anche nel settore motociclistico. La ragione di ciò è la legislazione sempre più stringente. Sebbene la presenza obbligatoria di serie dell´ABS in Europa su tutte le moto di nuova immatricolazione sia stata introdotta nel 2016, il costruttore tedesco BMW ha offerto un tale sistema ABS già quasi 30 anni prima, ovvero nel 1988 per i modelli K-100. I motivi principali per cui ci è voluto così tanto tempo rispetto alle autovetture, sono soprattutto tecnici, come ad esempio il peso del sistema e una maggiore complessità dell´impianto frenante, oltre a ragioni finanziarie sotto forma di costi. Abbastanza chiaro e semplice. Lo è davvero?

L’uomo (e soprattutto il motocilista) ha cercato e cercherà sempre di superare i limiti. Molti piloti sottovalutano durante una manovra di frenata le leggi della fisica: i sistemi frenanti antibloccaggio aiutano, ma non ti sollevano dalla responsabilità di frenare correttamente. Una cosa di cui bisogna sempre essere consapevoli: una manovra di frenata su una moto è sempre un compromesso tra uno spazio di frenata più breve possibile e una ruota anteriore non bloccante.

Ma... Come si frena correttamente?

Il processo di frenatura – con o senza ABS – è fondamentalmente lo stesso, cioè sempre all´interno della tua “zona di controllo” della moto. Se si frena correttamente, si possono sfruttare appieno i punti di forza del sistema. Per frenare correttamente, ogni motociclista deve padroneggiare i seguenti punti:
  • Postura La corretta postura con le braccia piegate consente un migliore controllo
  • Potenza di frenatura Dosare la frenata usando per l’80% il freno della ruota anteriore, e solo per il 20% il freno della ruota posterior, portando quest´ultimo il più vicino possibile al limite di blocco (della ruota)
  • Direzione dello sguardo La tecnica dello sguardo é un aspetto importantissimo, perché si guida sempre inconsciamente dove lo sguardo è diretto
  • Chiusura del ginocchio Permette una distribuzione ottimale del peso scaricandolo sul serbatoio

Come funziona effettivamente l'ABS?

Solo quando viene superato il limite di blocco di una ruota, una manovra di frenata con ABS si differenzia da una manovra di frenata senza ABS. Non importa se in una situazione di emergenza o quando si frena accidentalmente su una zona scivolosa – la stabilità del veicolo, che il conducente stesso deve ripristinare senza ABS rilasciando il freno e riapplicandolo, è garantita dalla tecnologia ABS. Tutto bene, ma come funziona l’ABS in una moto?

Durante una manovra di frenata, il sistema agisce in particolare sulle superfici stradali con poco grip, contrastando il blocco delle ruote, riducendo la pressione dei freni fino a quando le ruote possono girare di nuovo, dopodiché la pressione aumenta nuovamente. Ma dov’è la differenza rispetto a un’auto, allora?

La differenza principale non è necessariamente da ricercarsi nella tecnologia, ma piuttosto nello scopo: il criterio decisivo per un’auto è chiaramente la riduzione dello spazio di frenata, mentre per la moto si tratta piuttosto di ridurre il rischio di caduta, soprattutto se la ruota anteriore tende a bloccarsi durante la manovra di frenata.

Se avete già dato un’occhiata più da vicino all’impianto frenante sulla forcella della vostra moto (ABS), vi sarete chiesti perché il produttore implementa una sorta di incavi a forma di ventaglio o di fori vicino al disco del freno. Avete indovinato – c’è una ragione per questo: La velocità della ruota viene misurata con un sensore a induzione su ogni ruota e in caso di un imminente blocco della ruota (la ruota si ferma per un breve periodo), viene rilevato un forte calo della velocità circonferenziale della ruota. La pressione del freno viene quindi ridotta fino a quando la ruota non gira di nuovo. Dopo che la ruota ricomincia a girare, la pressione del freno aumenta fino a quando non si blocca di nuovo – un processo (noto anche come frequenza di controllo) che può essere ripetuto fino a 15 volte al secondo. L’ampia elaborazione del segnale necessaria viene eseguita in un’unità di controllo centrale con un massimo di 3000 impulsi al secondo. Quando l’accensione viene attivata, dopo aver superato la velocità minima, viene eseguita una sorta di autotest, per cui i guasti rilevati – simili a quelli di un’auto – vengono memorizzati in una memoria elettronica di guasto.

Come posso controllare se l'ABS è attivo in frenata?

Nel campo di cazione dell’ABS si può sentire l’attività dell’ABS come pulsazioni nella leva o nel pedale del freno. Oltre alle velocità delle ruote, i sistemi moderni tengono conto anche degli angoli di inclinazione e delle accelerazioni rotazionali, in modo che la risposta dei sistemi durante la frenata in curva sia notevolmente migliorata – un enorme punto debole delle prime generazioni. I sistemi moderni si sono evoluti a tal punto che spesso non è più possibile riconoscere la pulsazione della leva del freno quando l´ABS si attiva.

In caso di frenata a fondo, si è costretti ad azionare la frizione contemporaneamente all’azionamento del freno. Durante la fase di frenata vera e propria con elevate decelerazioni, i pneumatici forniscono sempre preziose informazioni sul limite di aderenza, con rumori particolari o lasciando segni sulla strada. La frenata a fondo su una moto è sempre un destreggio su una corda tesa, quindi è importante ridurre la pressione di frenata anche al minimo segno di bloccaggio della ruota.

Quali varianti e generazioni sono disponibili?

Come per molte altre soluzioni tecniche nel settor moticiclistico, l’ABS è stato continuamente sviluppato nel corso degli anni. I sistemi oggi disponibili differiscono leggermente da produttore a produttore.

Le frequenze di controllo, già menzionate all’inizio, e la qualità del controllo sono molto diverse a seconda dello sviluppo del sistema. Le prime generazioni, spesso denominate ABS-I, avevano un massimo di sette processi di controllo al secondo, mentre i sistemi più recenti e più recenti disponibili sono caratterizzati dall’avere fino a 15 processi di controllo al secondo. Che ci crediate o no, i primi sistemi erano già disponibili nel 1988 e avevano un peso totale del sistema di circa 11kg (!) Gli attuali sistemi di sesta generazione (dal 2013 circa) sono dotati di un sensore di inclinazione con tre sensori di accelerazione e tre sensori di rotazione e possono misurare l´inclinazione e l’angolo di piega della moto fino a 100 volte al secondo. Piuttosto impressionante. Tra l’altro, sono stati notevolmente snelliti fino a raggiungere un peso totale del sistema di circa 1 kg – non poco importante per una moto. In gergo tecnico, questo tipo di ABS viene spesso definito come cornering ABS (o ABS con frenata in curva ottimizzata).

Ma dov'è il limite per l'ABS?

Beh, l’ABS per moto è progettato per mantenere la stabilità di guida quando si frena su una strada dritta – implicitamente, in curva è più problematico – specialmente per i sistemi più vecchi. Tuttavia, il mantenimento della stabilitá della moto durante una fase di frenata con moto inclinata rimane una sfida esistente anche per i sistemi più recenti.

Inoltre, un elevato controllo dello slittamento fino al 30% (della seconda generazione di ABS) può, in casi estremi, portare ad un ribaltamento (i cosiddetti stoppies) in caso di un manto stradale con molto grip. La pressione del freno (sulla ruota anteriore) può calare brevemente su strade sconnesse ed estremamente ondulate, il che, in caso di rimbalzo della sospensione, comporta un forte calo della velocità circonferenziale della ruota, anche se il pneumatico non ha ancora raggiunto il limite di aderenza. Per evitare momenti di panico, in questo caso è fondamentale mantenere uno spazio di frenata sufficiente.

Come mi devo comportare se non ho l'ABS e si verifica un pneumatico bloccato?

Poiché ogni ruota é dotata di un sistema frenante, sia la ruota posteriore che quella anteriore possono bloccarsi in frenata – nel peggiore dei casi, entrambe. Se la ruota posteriore si blocca in frenata, la parte posteriore della moto può “sbandare”, il che di solito non ha conseguenze gravi. In questa situazione, la moto dovrebbe tornare in posizione stabile appena il freno viene rilasciato. Con una ruota anteriore bloccata, un motociclista inesperto può trovarsi molto rapidamente a terra e subire gravi lesioni. Anche i motociclisti esperti spesso non sanno come affrontare una ruota anteriore bloccata.

In ogni caso vale quanto segue: Se la ruota anteriore si blocca, il freno deve essere rilasciato immediatamente.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell'ABS?

La frenata con l’ABS non richiede in alcun modo meno pratica che senza, ma comporta un notevole aumento della sicurezza e un comfort di guida e di utilizzo ancora maggiore. Il modo migliore per provare le decelerazioni massime della propria moto sono I corsi di guida sicura. Una cosa è certa: i sistemi di oggi sono già così avanzati dal punto di vista tecnico, che anche i piloti più esperti spesso non riescono a stare al passo con loro e a raggiungere valori di frenata migliori.

Com'è l'attuale situazione legislativa in Europa?

Il regolamento UE (168/2013 / EU) sull’omologazione dei motocicli, entrato in vigore il 1° gennaio 2016, ha stabilito che tutti i motocicli di nuova immatricolazione con una cilindrata maggiore o uguale a 125 ccm (oltre che con una potenza superiore a 11kW) devono essere dotati di un tale sistema. Alcune eccezioni si applicano alla classe di alcune moto da competizione e da trial che – spesso a causa del loro design – sono raramente utilizzate sulle strade pubbliche. Durante la prima immatricolazione di una moto nuova di fabbrica, questo regolamento è entrato in vigore un anno dopo, cioè il 1° gennaio 2017. Quindi, se si vuole acquistare una moto della classe di prestazioni o di cilindrata indicata, non c’è nemmeno bisogno di porsi la domanda: ABS? Sì, No, forse? …Sicuramente!

Come posso controllare se il sistema funziona correttamente?

Come molti altri sistemi tecnici, anche l’ABS è composto da diversi componenti. Comprensibilmente, tutti i componenti devono essere perfettamente funzionanti per rendere l’intero sistema pronto per l’uso. Un primo indicatore di una funzionalità complessiva è, avete indovinato, la spia luminosa sul cruscotto. Si consiglia di dare una rapida occhiata alle istruzioni per l’uso per interpretare correttamente la luce. Un sensore difettoso può portare rapidamente ad un guasto totale del sistema, il che significa che la tua moto non è più idonea alla circolazione (per il legislatore) e che deve essere portata in officina. Per non affidarsi ciecamente all’illuminazione (o alla non illuminazione) di questa spia, è necessario controllare regolarmente il funzionamento del sistema ABS – anche una lampadina ha una durata di vita limitata. Naturalmente si dovrebbe fare attenzione a non verificare il funzionamento del sistema ABS frenando intenzionalmente su una strada pubblica.

Per inciso, uno spazio di frenata più breve non è l’unico argomento a favore della guida con il dispositivo antibloccaggio ABS. Il crescente interesse dei conducenti per una maggiore sicurezza di guida avrà inevitabilmente un impatto sul valore di una moto e renderà tali modelli ancora più attraenti per i principianti o per il grande gruppo di chi ritorna ad andare in moto dopo una pausa.

Quanto é importante l´ABS per la sicurezza?

L´ABS é secondo molti studi scientifici il sistema piú importatne per la sicurezza dei motociclisti.

A causa dell´instabilitá per sé della moto, é molto facile perdere il controllo in caso di una frenata brusca o improvvisa ed é propio in questi casi che l´ABS puó fare la differenza.

Molte situazioni pericolose possono peró essere evitate con un pó di accortezza ed attenzione.

Inoltre anche Motobit ti aiuta ad avere uscite in moto piú sicure avvisandoti di pericoli fissi, come curve pericolose, strade danneggiatte e incroci con visibilitá limitata ma anche in caso di curve prese in modo un pó troppo azzardato.

Assicurati quindi non solo di avere l´ABS sulla tua moto ma anche Motobit installato e attivo sul tuo smartphone prima di partire per il tuo prossimo tour.

Buona strada,

il team di Motobit

 

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Guidare veloci e sicuri come un pilota di MotoGP

Guidare veloci e sicuri come un pilota di Moto GP

I piloti di MotoGP hanno bisogno di più della sola moto per essere competitivi (e protetti) durante la gara: tute, stivali, guanti e caschi appositamente progettati sono la base dell´attrzzatura di ogni pilota. Altri elementi di protezione necessari per la gara sono le saponette e le gomitiere.
Inoltre un altro fattore molto importante da considerare quando si tratta delle tute e dei caschi dei piloti è il livello di comfort di cui il pilota ha bisogno.

Il meteo gioca un ruolo importante nel determinare il tipo di equipaggiamento di cui un pilota di MotoGP ha bisogno. Ad esempio, la pioggia può far aumentare drasticamente il rischio per un pilota di MotoGP. In caso di caduta, è necessario che la tuta sia in grado di resistere all’abrasione e proteggere il pilota.
Se anche tu guidi una moto sportiva è importante conoscere gli elementi di protezione di un pilota. L´attrezzatura tecnica per la MotoGP é realizzata considerando la sicurezza del motociclista, sia esso un pilota professionista o un motociclista di tutti i giorni come me e te.
Naturalmente, non c’è bisogno equipaggiarsi come un pilota di MotoGP ogni volta che si fa un´uscita, ma si possono prendere alcuni spunti per guidare in tutta sicurezza.

Essere in forma è un vantaggio per tutti coloro che guidano una moto e una panoramica sull’allenamento fisico di un pilota di MotoGP potrebbe essere l’ispirazione di cui hai bisogno. Infine, i moderni sistemi di sicurezza delle moto, come il controllo della trazione, può aiutarti anche nelle situazioni più intense. Si parte…..

Attrezzatura protettiva- Trovare un equilibrio tra protezione e comfort

Casco

Lo scopo principale di un casco da moto è quello di proteggere la testa del pilota durante un impatto. I piloti indossano un casco integrale in fibra di carbonio affinche sia il più leggero possibile, personalizzato con i loghi degli sponsor e i propri motivi, noché quelli del team.
I caschi possono essere personalizzati per ottenere la massima protezione e comfort. La presa d’aria determina il comfort del pilota e può essere regolata secondo le sue esigenze. Per offrire il massimo comfort, i caschi possono arrivare a pesare meno di 0,5 kg.

Airbag

A partire dal 2018, è obbligatorio per tutti i piloti della MotoGP indossare un sistema airbag omologato all’interno della tuta in pelle per una maggiore protezione. Ovviamente il sitema deve essere attivo quando il pilota è in pista. Il sistema airbag è un elemento protettivo che si gonfia quando rileva che il pilota sta per cadere o è caduto. Per gonfiare le diverse parti della tuta non ci vogliono solo pochi millisecondi.

Il torace e le braccia sono le parti principali e, una volta gonfiate, ammorbidiscono l´impatto evitando lesioni al pilota. Se il pilota decide di continuare a correre di nuovo dopo una caduta, c’è una seconda carica anche nel sistema, che sarà pronto ad attivarsi di nuovo e proteggere il pilota nuovamente se necessario.
Questa è la tecnologia di protezione più avanzata attualmente disponibile per i piloti ed è così precisa da poter valutare la differenza tra una corretta caduta e una situazione al limite.

Protezioni

Molte tute presentano delle tasche interne in cui poter inserire protezioni aggiuntive. Questi protezioni aiutano a riparare le aree vulnerabili dall’abrasione e assorbono anche l’impatto di una caduta. Questi elementi sono stati progettati in modo da essere leggeri e fornire la massima capacità di assorbimento in modo da mantenere il pilota comodo e protetto.

Stivali e guanti

Gli stivali e i guanti dei piloti di MotoGP (ma probabilmente anche i tuoi) hanno una protezione extra in alcune zone e devono offrire un´ottima sensibilitá. Un pilota deve essere in grado di sentire facilmente le mani e i piedi perché sono le due parti che usa di più per controllare la moto. I guanti in genere hanno una protezione extra a livello delle nocche, delle dita e della base del palmopoiché queste sono le zone più vulnerabili in caso di impatto. I guanti con un livello di protezione in piú sono inoltre dotati di una piastra di protezione in prossimità dei polsi, che peró ad alcuni motociclisti puó risultare fastidiosa.

Tuta da moto

La parte più importante dell’equipaggiamento protettivo di un pilota della MotoGP è la tuta. Le tute dei piloti di MotoGP sono dei pezzi unici non solo nell´estetica ma anche delle dimensioni in quanto per proteggere il pilota al meglio devono essere quasi come una “seconda pelle”.

Protezioni per i gomiti e saponette

Gomiti ed ginocchia sono aree zone molto “calde” per un pilota di MotoGP, non solo per la loro importanza ma anche perché proprio in queste zone il pilota va a diretto contatto con la pista. In pratica, quindi, durante le curve, il pilota dipende dalle capacità protettive delle saponette.
Questo ha spinto i produttori a continuare a migliorare le qualità protettive di questi componenti.

Allenamento fisico

La MotoGP è la regina degli sport su due ruote. I piloti devono essere sempre al top della loro forma fisica, non solo in pista, ma anche in palestra. Come ogni altro sportivo, i piloti della MotoGP devono essere in forma per poter controllare moto di peso superiore a 150 kg, a velocità costanti di oltre 250 km/h, mantenendo gli angoli di piega e accelerazioni al limite e facendo questo per oltre un’ora. E questo è solo il tempo di gara, senza dimenticare il tempo di allenamento che i piloti devono percorrere in pista per ore e ore.

I piloti iniziano il loro ciclo di allenamento fisico con una pre-stagione a dicembre. Di solito questo ciclo consiste in un allenamento cardio e a corpo intero, 6 ore al giorno e 6 giorni alla settimana. Queste 6 ore sono suddivise in bicicletta, palestra e un po’ di tempo in piscina.
Durante il periodo di gara, che inizia a marzo, i piloti fanno esercizi specifici basati anche sul proprio stile di guida, naturalmente sotto la guida di allenatori esperti.
Durante le pause estive, l’allenamento è per lo più uguale all’allenamento pre-stagione. Dopo la fine della stagione, i piloti generalmente fanno una pausa di un mese, ma anche dedicarsi ad esercizi ricreativi e sport “classici” per mantenersi in forma e rimanere freschi in vista di una nuova stagione e di un nuovo ciclo di allenamento.

Sistemi di sicurezza – Controllo di trazione

Uno degli incubi peggiori di un pilota di MotoGP è perdere trazione e volare fuori pista. Ma, fortunatamente, con i moderni sistemi di sicurezza e l’elettronica, è molto più facile di quanto pensiamo per i piloti della MotoGP controllare la trazione.

Il controllo della trazione è fondamentalmente un sistema che utilizza l’apertura dell’acceleratore o l’anticipo della scintilla del motore come variabili di input per regolare lo slittamento della ruota posteriore.
Si avvale di sensori montati in diversi punti della moto, come i supporti della ruota posteriore e anteriore. Riesce inoltre a monitorare il passo di rollio utilizzando il sistema di gestione inerziale. Tutte le informazioni misurate dai sensori vengono solitamente trasmesse ai box per un´analisi dettagliata e per aiutare il pilota a settare al meglio la moto.

In poche parole, questa tecnologia aiuta a monitorare ogni parametro della moto. Se la ruota anteriore si alza da terra o la ruota posteriore scivola, la centralina riduce l’erogazione di potenza. L’elettronica è oggi così avanzata, che ci sono impostazioni di controllo della trazione disponibili per ogni curva di una pista.

Essere un pilota di MotoGP richiede molta pratica e allenamento. Tutti i piloti devono lavorare sodo per competere nella più impegnativa competizione motociclistica del mondo. E anche se non sei un pilota di MotGP e non giri in pista puó comunque usare un paio di questi consigli per essere piú protetto durante le tue uscite.

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10 consigli per iniziare in sicurezza la stagione – Parte 2

10 suggerimenti per iniziare in sicurezza la stagione in sella - parte due

Chiunque abbia detto che “Non hai veramente vissuto fino a quando non hai guidato una moto” non avrebbe potuto essere più vero. Tuttavia, non si può negare il fatto che il motociclismo ha ha la fama di essere un modo estremamente pericoloso per utilizzare il proprio tempo. La causa di  ció é il relativamente elevato numero di incidenti in cui sono coinvolti motociclisti. La verità è che molti di questi incidenti possono essere evitati con una buona preparazione e con una dose di attenzione durante la guida. Per chi non ha ancora iniziato la stagione, ecco 5 consigli per iniziare in sicurezza in modo da poterti godere le tue uscite al massimo senza rischi.

Non dimenticare il kit di primo soccorso

Potresti guidare nel modo più sicuro possibile e finire comunque in una situazione sfortunata a causa della colpa di qualcun altro. Anche se tu stesso non dovessi mai usarlo, un kit di pronto soccorso può tornare utile e persino salvare la vita per un compagno di strada. La maggior parte dei kit per moto ha un kit di pronto soccorso.  Controlla e assicurati che tutti i componenti del kit di pronto soccorso siano ancora lì e possano essere utilizzati per l’intera stagione motociclistica.

Fai un corso per migliorare le tue doti di guida

Mentre i fondamenti del motociclismo sono abbastanza intuitivi e consistono spesso in cose che puoi imparare al meglio co l’esperienza, ci sono alcune abilità che devono essere imparate in modo “attivo”. Queste possono includere tecniche di guida in fuoristrada, guida su diverse superfici e la conduzione della moto in curva. Entra in contatto con un club locale o iscriviti a delle lezioni di guida per imparare modi nuovi, divertenti e sicuri di guidare la tua moto durante questa stagione in sella.

Parti con calma

È normale che tu non veda l ´ora di godere della libertà del motociclismo in questa stagione di guida. Tuttavia, non dimenticare che sarai leggermente fuori allenamento. Inizia con un ritmo graduale e fai uscite brevi all ´inizio in ​​modo da prendere confidenza con la tua moto dopo la pausa invernale. Il vero piacere di guida in moto é  quando la tua moto agisce come un’estensione del proprio corpo e ovviamenteservono un po´ di kilometri, specialmente all´inizio della satgione, per raggiungere un tale livello di confidenza.

Controlla il meteo e le condizioni della strada

Le condizioni meteorologiche e del manto stradale all´inizio della stagione, solitamente, non sono delle migliori. Controlla il meteo locale prima di partire e considera che la tenuta delle gomme potrebbe non essere ottimale. Non spingere immediatamente al limite e sii particolarmente prudente se le condizioni meteo non sono favorevoli.

Conosci i tuoi limiti e non oltrepassarli

Molti motociclisti pensano che bisogna essere costantemente al limite per godersi appieno la guida in moto. Questa non é sicuramente una veritá assoluta. Anche guidare a ritmi moderati può essere molto divertente, cosí da poter godere in tranquillitá della bellezza della natura e assaporare appieno il senso di libertà che viene fornito con la guida in moto. Gestisci le tue aspettative di conseguenza e non “spingere” troppo né te stesso né la moto. Non guidare se sei molto stanco o le condizioni sono sfavorevoli. Cerca di ridurre se possibile la guida in condizioni di visibilitá scarsa o di notte. Quando ti trovi di fronte a una decisione difficile, pensa sempre con la testa piuttosto che con il cuore. Non dimenticare che ci sarà sempre un’altra stagione per provare nuove cose ed esplorare nuove strade.

Goditi l´uscita in sella e stai al sicuro!

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10 suggerimenti per iniziare in sicurezza la stagione in sella: Parte 1

10 suggerimenti per iniziare in sicurezza la stagione in sella - parte uno

Chiunque abbia detto che “Non hai veramente vissuto fino a quando non hai guidato una moto” non avrebbe potuto essere più vero. Tuttavia, non si può negare il fatto che il motociclismo ha ha la fama di essere un modo estremamente pericoloso per utilizzare il proprio tempo. La causa di  ció é il relativamente elevato numero di incidenti in cui sono coinvolti motociclisti. La verità è che molti di questi incidenti possono essere evitati con una buona preparazione e con una dose di attenzione durante la guida. Per chi non ha ancora iniziato la stagione, ecco 5 consigli per iniziare in sicurezza in modo da poterti godere le tue uscite al massimo senza rischi.

Rimettiti in forma

Le vacanze non sono cosí lontane, il che significa che forse hai ancora “addosso” qualche chilo di troppo. Questo può rendere le tue prime uscite decisamente meno divertimenti, specialmente durante tour lunghi. Rimettiti in forma facendo esercizi di base con una buona dose di cardio. Contrariamente a quanto si crede, andare in moto è fisicamente impegnativo anche se puó dare l’impressione di stare semplicemente seduto . Inoltre, fai un pó di stretching in modo che il tuo corpo sia pronto ad affrontare gli sforzi diella guida in moto, così puoi concentrarti completamente sugli aspetti divertenti della tua uscita. Non dimenticarti che durante la pausa invernale probabilmente i tuoi riflessi si sono un pó arruginiti, quindi guida con ancora piú prudenza durante le prime uscite.

Fai un chek up della tua moto

Solo una piccola percentuale di incidenti stradali in moto sono dovuti a problemi tecnici della moto, ma meglio non rischiare , giusto? Con ogni probabilità, la tua moto é rimasta ferma per mesi. Controlla prima i livelli del fluido e poi il gioco sulle leve del freno e della frizione. Se tutto sembra a posto, avviare il motore in folle e lasciarlo scaldare. Una volta riscaldato, ascoltalo per assicurarti che tutto sia normale. Controlla la pressione e la carcassa dei pneumatici. Se si verificano problemi in qualsiasi momento, assicurarsi che la moto sia stata riparata correttamente. Anche se tutto sembra a prima vista ok, è una buona idea far coontrolalre la moto in un ´officina  in modo che sia nella migliore forma possibile per la stagione di guida.

Controlla la tua attrezzatua

Non si può mai enfatizzare abbastanza quanto sia importante l´abbigliamento e l´attrezzatura giusta per uscite in sicurezza. L´abbigliamento corretto deve essere comodo senza compromettere la sicurezza. Dove inoltre essere visibile anche in condizioni di scarsa illuminazione. Se il tuo equipaggiamento è stato fermo in un angolo come la tua moto, controllalo attentamente per assicurarti che sia tutto a posto. Inoltre, indossalo e allungalo per assicurarti che non ci siano problemi a metà uscita.

Pianifica in anticipo i tuoi viaggi

Come praticamente ogni altra cosa importante nella vita, andare in motoc richiede una buona parte di pianificazione. Pianifica le tue uscite con anticipo e dedica  tempo all’attività fisica . Fissa una data per tutti i controlli sulla moto e quindi pianifica le uscite di conseguenza. Questi piani non devono essere concreti, ma dovrebbero darti un’idea chiara di ciò che vuoi fare durante questa stagione 2019.

Non dimenticarti dell´assicurazione

Questo punto non dovrebbe aver bisogno di spiegazioni: controlla che l’assicurazione della tua moto sia stata fatta ripartire, nel caso l´abbia bloccata durante l ´inverno, in modo da essere coperto nel caso sfortunato di un incidente.

Goditi l´uscita in sella e stai al sicuro!